Centrale a Biomasse Mulazzo - Salviamo la Lunigiana

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La centrale a biomasse in loc. Arpiola è stata "venduta come un'opportunità" e definita "un gioiellino di tecnologia" in grado di riscaldare Municipio, istituto scolastico, palestra e Centro Polivalente. In realtà la speculazione, per poter passare e produrre la sua energia elettrica deve dimostrare la "cogenerazione". E così si convince l'amministrazione comunale che sarà un gran risparmio avere acqua calda e riscaldamento per il municipio e le scuole, viste anche le finanze comunali allo stremo. L'impianto così, oltre a produrre energia termica, può produrre energia elettrica (con un grandissimo spreco, la resa energetica è del 20% per produrre energia elettrica) per alimentare uno stabilimento per la produzione di pellet. Ma l'impatto della centrale inizia già a farsi pesantemente sentire e la coesistenza con le persone è difficile. I cittadini protestano principalmente per l’inquinamento acustico (ben 78 db, ridotto solo parzialmente per il montaggio di pannelli fonoassorbenti) e l’odore acre del fumo che esce dal comignolo dopo il processo di combustione del cippato. Ad Agosto è stato chiesto da parte del Consigliere Malaspina l'intervento dell'ARPAT per il controllo delle emissioni della centrale. ARPAT ha risposto così: "In relazione all'articolo "Malaspina chiede controlli all'Arpat" pubblicato sul Tirreno - edizione di Massa Carrara del 11/8/13 - relativo all’impianto a biomasse sito in località Arpiola, si fa presente che al momento non è giunta ad ARPAT alcuna specifica richiesta, nè da parte di cittadini né parte del Comune di Mulazzo. Si evidenzia comunque che l'impianto a biomasse sito in loc. Arpiola è stato autorizzato dal Comune come attività "in deroga" - ossia senza necessità di autorizzazione espressa per le emissioni in atmosfera - data la potenzialità che risulta essere minore di 1MW termico. Tale autorizzazione è stata rilasciata ai sensi dell'Allegato IV alla parte V del D.lgs. 152/06 punto bb), che cita tra gli impianti e le attività in deroga: “Impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni e i gruppi elettrogeni di cogenerazione, di potenza termica nominale pari o inferiore a 1 MW, alimentati a biomasse di cui all'allegato X alla parte quinta del presente decreto, e di potenza termica inferiore a 1 MW, alimentati a gasolio, come tale o in emulsione, o a biodiesel”. In questi casi la norma non prevede, nell’ambito dell’iter autorizzativo, l’acquisizione di parere preventivo di ARPAT; conseguentemente l’Agenzia non dispone nemmeno della documentazione tecnica dell'impianto. ARPAT si attiverà al ricevimento di una specifica richiesta in cui siano evidenziati gli aspetti ritenuti critici, riservandosi di valutare, sulla base di essi, le necessarie ed opportune modalità di intervento."

Chi controlla cosa respirano i cittadini di Mulazzo?

 
 
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