Montagne d'acqua e di marmettola - Salviamo la Lunigiana

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Montagne d'Acqua, Montagne di Marmettola

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche con la più alta concentrazione di grotte in Italia e in Europa, con ben cinque sistemi sotterranei che superano i 1000 m di profondità e che si estendono per molte decine di chilometri. Qui il fenomeno carsico sotterraneo si sviluppa principalmente all'interno del marmo. Nonostante valori molto elevati di piovosità, nelle Alpi Apuane non sono tuttavia presenti corsi d'acqua permanenti: queste montagne in realtà sono ricche di acqua, che però scorre prevalentemente nel sottosuolo, attraverso ampi e sviluppati sistemi carsici sotterranei. La marmettola, la polvere di marmo prodotta dall'escavazione e dal taglio del marmo, svolge una forte azione inquinante e ha un grave impatto biologico sui corsi d'acqua: la marmettola si deposita sul fondo dei fiumi e dei torrenti distruggendone i microambienti. Un danno ambientale di notevole entità anche perché, l'impatto biologico della marmettola dura nel tempo. La presenza della polvere di marmo nei fiumi apuani è dovuto in parte ad attività che talvolta scaricano ancora i residui nei corsi d'acqua, e in parte all'azione della pioggia che trascina la marmettola dai ravaneti nei fiumi e nei torrenti. Purtroppo la presenza di inghiottitoi e di cavità carsiche fa sì che la polvere di marmo e gli oli esausti utilizzati dalle macchine da taglio nelle cave, penetrino nelle cavità e si depositino nelle grotte, danneggiando un “paesaggio” sotterraneo e inquinando le acque che finiranno nelle falde, nei fiumi, nelle sorgenti molte delle quali sono captate per gli acquedotti.  Di recente, nel gennaio 2012, ARPAT ha verificato la presenza di marmettola nelle grotte dell'Antro del Corchia. Ma non solo: gli scarichi di marmettola nel territorio sono un problema comune a tutto il territorio apuano. Oltre a quello dell'Antro del Corchia, si segnalano casi a a Seravezza, Massa, a Carrara e persino alle Grotte di Equi e nel torrente Lucido nel comune di Fivizzano. Studi eseguiti negli anni da geologici e speleologici fanno risultare che le acque che giungono nella zona di Equi provengono da bacini imbriferi lontani: il complesso monte La Tambura (Vagli) e Orto di Donna nel Comune di Minucciano. Il sistema carsico Tambura-Carcaraia è il maggiore complesso di abissi con ramificazioni comunicanti delle intere Apuane, in particolare le grotte sotto la Tambura hanno uno sviluppo complessivo ipotizzabile molto superiore a quello del notissimo Antro del Corchia, con un buon 50%, ad oggi, ancora da esplorare; non a caso lo studio delle circolazioni freatiche ha dimostrato il già noto collegamento con le sorgenti del Frigido e con le sorgenti di Equi Terme.



"Ferma la distruzione delle Alpi Apuane"
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